Duemilasei.

December 31st, 2006

E anche il duemilasei volge al termine. Meno male, aggiungerei. Primo, perché ho in cuor mio che dicembre finisca. Secondo, perché dodici mesi sono stati più che sufficienti per capire che quest’anno lo boccio con tutto il cuore. Bocciato, sotto la sufficienza. Non ha retto il confronto col 2005, né si è avvicinato minimamente al 2004. Non faccio paragoni con gli anni più indietro perché mi sembra eccessivamente ampolloso. E fuori luogo. Ma il 2006 lo boccio. Sei meno meno, e siamo generosi.
Un anno molto particolare, forse da apprezzare, per questo. Ma ci sono stati troppi momenti in cui la vita adulta mi andava a soffocare la mia abitudinaria visione naïf delle cose, e questo non ha fatto che complicarmi i piani. Eh sì. Ma d’altronde c’è stato il cambio di decina, non è cosa facile, ma ci si passa, e un po’ di male lo deve lasciare, no?
E poi ci sono state le cose belle. Le serate in cui l’unica cosa che contava era la presenza dei miei amici, intorno al tavolo di un pub, o su una macchina direzione boh vediamo, o a casa di qualcuno senza una precisa idea su come passare il tempo. Abbiamo girato un film, abbiamo fatto un sacco di foto idiote, abbiamo fatto esplodere dozzine di bottiglie di Coca Cola light con le Mentos dentro, abbiamo guardato le stelle cadere dalla cima delle nostre montagne, abbiamo gioito insieme alla vittoria del nostro primo mondiale, abbiamo cantato tutte le domeniche sere in cui ci è stato possibile, al karaoke.
Ci sono stati i raduni con i Wishers, pochi (beh… quest’anno li ho fatti quasi tutti!!) ma buoni. Ottime occasioni per far nascere amicizie e per consolidarne alcune. Indimenticabile la giornata dell’11 marzo, credo di non aver mai riso tanto come quella sera a cena. E altrettanto indimenticabile quella dell’11 novembre, il famoso raduno a Torino, tanto organizzato. Ma non dimenticherei i pomeriggi a Milano, il week-end a Reggio o la serata a Garlasco. E l’Evo, il piccolo concentrato di quanto di più bello mi sia capitato quest’anno. (E solo per il fatto che ho Mother Earth e Mandylion autografati e ho la foto con Sharon e Anneke, ancora mi gongolo!!)
Ci sono state le Olimpiadi, una grandiosa esperienza che mi ha regalato davvero molto. C’è stato un bellissimo week-end fotografico con un’amica molto cara. C’è stata la cresima di Giulietta e mai come quest’anno me la sono sentita vicina e le ho voluto bene. C’è stata l’Università, la riva del Po, il Carpe Diem, lo spagnolo e le lingue nordiche… signori, c’è stato il mio primo 30 e lode!! Poi un’esperienza teatrale a Costigliole d’Asti come non ne avevo mai vissute. Webshots che mi regala la Daily Feature. Cambio macchina fotografica!! La sorella down under che torna nella mia vita, ed è forse stata questa la sorpresa più bella di quest’anno. E Asia che finalmente riesce a venire in Italia!!! E io che contagio tutti con la mania delle crepes… dopo che la mia faccia è diventata ufficialmente “XD”. Un 8 settembre molto particolare, oscillo tra la felicità e lo stupore, ma in cuor mio ho solo tanta stima e tanta gratitudine (“Foca Monaca”!!). Un compleanno, il mio, che vorrei non fosse mai accaduto. Un “fratello” che riesce a realizzare il suo sogno. Conversazioni che fatte al telefono hanno tutto un altro gusto, rispetto a msn.

Le canzoni di quest’anno sono Out In The Real World degli Stream Of Passion, Saturnine dei The Gathering e Day Eleven: Love degli Ayreon, ma anche The Endless Feed dei Dark Tranquillity (direi tutto Character, però!! XD), 25 Years dei Blackmore’s Night e Hazme Un Sitio Entre Tu Piel e Fiesta Pagana dei Mägo De Oz. Dolores è tornata, e i Nightwish hanno pubblicato quel gioiello che è End Of An Era… Su carta mi sono inorridita con la bizzarra storia delle protagoniste di Luminal di Isabella Santacroce, mi sono disperata all’idea che Arturo Bandini non fosse proprio il tipo per Camilla Lopez in Chiedi Alla Polvere di Fante, ho assaporato quanto siano belli il Macbeth e l’Amleto in lingua originale e sviscerati verso per verso, e mi sono incantata di fronte alla prosa di Baricco, stupita con Seta, ed estasiata con Oceano Mare.
E poi, sempre in ambito di arte, *finalmente ho ammirato dal vivo il Bacio di Hayez!!!!* (erano anni che volevo andare alla Pinacoteca di Brera!!!)

Tanti bei dettagli, eternamente grata a chi ha fatto sì che li vivessi. In attesa di salutare la fine di quest’anno difficile ma ricchissimo non posso che augurare, a chi leggerà, che il 2007 sia un anno felicemente semplice, ma ricco di quei dettagli che scaldano il cuore.

E ora andiamo a metterci qualcosa di elegante per mangiare le mie polpette danesi in compagnia, prima di cominciare l’anno nuovo in msn!!! XD

May you find some comfort here…

December 29th, 2006

Spend all your time waiting
For that second chance
For a break that would make it okay
There’s always one reason
To feel not good enough

And it’s hard at the end of the day
I need some distraction
Oh beautiful release
Memory seeps from my veins
Let me be empty
And weightless and maybe
I’ll find some peace tonight

In the arms of an angel
Fly away from here
From this dark cold hotel room
And the endlessness that you fear
You are pulled from the wreckage
Of your silent reverie
You’re in the arms of the angel
May you find some comfort here

So tired of the straight line
And everywhere you turn
There’s vultures and thieves at your back
And the storm keeps on twisting
You keep on building the lies
That you make up for all that you lack

It don’t make no difference
Escaping one last time
It’s easier to believe in this sweet madness oh
This glorious sadness that brings me to my knees

In the arms of an angel
Fly away from here
From this dark cold hotel room
And the endlessness that you fear
You are pulled from the wreckage
Of your silent reverie
You’re in the arms of the angel
May you find some comfort here
You’re in the arms of the angel
May you find some comfort here

-Sarah McLachlan, Angel

C’ho dato un taglio!

December 28th, 2006

Cambio di look. Oddio, “sembra”, dato che la pettinatrice mi ha lasciata più boccolosa del solito e quindi i capelli sembrano anche più corti (e dire che li ho accorciati un pochino). Ma adesso ho anche due ciuffettini davanti agli occhi. Lisci.
Vediamo di abituarcisi, sennò si può sempre puntare un paio di forcine (pinzetta-style!Ah i bei tempi delle medie!!) e buona notte al cambio di look.

C’ho dato un taglio, insomma. Quando ci va, ci va.

Spirito natalizio

December 18th, 2006

Sarà l’ottundimento mentale causato dal paracetamolo (*paracetamolo*!!!) ma questo “week-end lungo” non si è rivelato poi tanto male… Certo, non ci fosse stata la febbre, probabilmente avrei realizzato i miei progetti fotografici che avevo in cantiere per sabato. E invece c’è stata la febbre. E così mi sono ritrovata relegata in poltrona con annesso plaidino e/o borsa dell’acqua calda a cercare di passare il tempo. Ed effettivamente, come ho potuto convenire, è in queste occasioni che si trova il tempo per fare cose che normalmente non facciamo. Tipo riguardare La finestra di fronte. Tipo finire il libro (serio) che stavo leggendo (Manden der ville være skyldig, tiriamocela!!) e iniziarne un altro (non serio, e il titolo non lo rivelo XD). Un libro che mi ha sempre ispirato lo spirito natalizio, e gli accenni alla tradizione svedese in esso presenti non hanno fatto che stuzzicarmi più del solito. Poi, sarà colpa della febbre, questo sì, ma ispirata dai buoni propositi nordici del libro sono arrivata addirittura in cucina a prepararmi un beverone a base di tè nero (in foglia! non le volgari bustine!!), succo d’arancia e cannella (appunto per la prossima volta: preferire quella in stecche!) che ho accompagnato con i biscotti dell’Ikea. Tutto ciò suonerà incredibilmente folle, ma il risultato non era nemmeno troppo male. E mentre sorseggiavo questa tisana, con la scatola dei biscotti in grembo (e l’odore di spezie che ha riempito la camera… tra l’altro quello stesso ododre che manda l’albero, quast’anno, che ci abbiamo appeso i cuoricini svedesi che mi ha comprato Ciocia!! ^^), il plaid sulle gambe e il sorrisetto compiaciuto, allora davvero mi sono sentita pervadere dallo spirito natalizio. Tra meno di una settimana la pizza di classe. Spirito natalizio a manetta!!! XD

Credo che tutto ciò, fondamentalmente, sia comunque causato dal paracetamolo -.-

In ogni caso, ottusa o non ottusa, febbricitante o non febbricitante, libro scemo o libro meno scemo, spirito natalizio o non spirito natalizio, nonostante non sia andato esattamente come avevo sperato, questo week-end lungo me lo sono goduta. E sarà che mi sono tenuta lontana dal pc per cause di forza maggiore, che ho anche saputo assaporare più del solito il piacere delle telefonate. Bello! ^^

Volevo dire che finalmente sono andata a donare il sangue. Non c’entra nulla con questa divagazione sullo spirito natalizio, anche se, a ben pensarci, è stato in preda allo spirito natalizio se alla fine sono riuscita ad andare a donare!! Che dire… credevo che il salasso mi avrebbe atterrata, e invece sono andata in giro mezza giornata con un orgoglio da tacchino e la faccia compiaciuta. Concedetemi i miei cinque minuti di gloria, finalmente ho fatto una cosa che volevo fare! XD
Bello! ^^

Oh sì, pervasa di spirito natalizio fino alla nausea, come ogni anno. Mi piace troppo. ^^

shiftpunto shiftnove

December 12th, 2006

Ultimamente me l’ero invidiata un bel po’, la serenità di cui sono solita godere. Nello specifico in quel dannato periodo in cui ero arrivata a seriamente odiare i miei primi vent’anni. Rivolevo le redini della mia piccola bella vita che procede bene.
E oggi torno ad essere presa bene mode on.
Insomma, siamo in Avvento!! E la cosa mi mette di buon umore. Oh dai, io sono sempre di buon umore sotto Natale!!
E poi un regalo inaspettato fa sempre piacere. Molto piacere.
E pure un regalo aspettato fa immensamente piacere. Davvero.
E poi un secondo regalo inaspettato, uno inizia a prenderci gusto e a trovare la situazione estremamente divertente XD
Grazie.

…take me higher angel fire…

riesco pure a dimenticare i titoli =_=

December 1st, 2006

Signori miei come mi sono ridotta. Riesco pure a dimenticare i titoli dei post. Eh sarà che ho troppo la mania di rileggermi e poi finisco per lasciare le cose a metà.
Lasciare le cose a metà. Sì, il mio peggior difetto. Oddio, quando si tratta di cavolate, almeno non le faccio fino al cento percento.
Sto ascoltando Bugo. Mioddio che strazio. Adesso cambio. Ecco, ho cambiato, ma non dico cosa ho messo perché non mi rappresenta per niente. E poi mi ricorda un anno fa. E poi nemmeno Bugo mi rappresenta, ma questo ancora meno. E poi mi ricorda un anno fa, e sia mai che la mia mente vada a Un Anno Fa. (Caspita però il ritmo che è tenuto come in una bachata. Insomma sì, quello strumento là, sì, ce lo diceva sempre. (Odio non vedere per iscritto i nomi delle cose. Finisco solo per non memorizzarli.) Bachata, ho detto. Sì, nel mio passato c’è pure quello. Parlo come sa avessi il triplo dei miei vent’anni. Ironico. Ironico come quest’anno, ma di questo parlerò later this month. Perché un riassunto dell’anno trascorso dovrò pur farlo, anche se questo 2006 non se lo merita il riassunto figo. Caspita, che anno ironico. Ma ne parlerò più avanti.) Ecco, è finita la canzone. Per la cronaca era Hollow Years dei Dream Theater. Eh no che non mi rappresenta. E poi mi fa pensare allo scorso anno. Ebbasta.
Oggi avevo una voglia pazzesca di avere una nonna. Che poi le ho tutte e due, ma quella che ha l’età che mi piace è troppo lontana, e quella vicina ha troppi anni e troppi problemi per accollarsi anche i miei. Ecco, una donna molto matura che mi faccia capire dallo sguardo che mi vuole bene e che non mi rendo nemmeno minimamente conto di quanto di bello mi debba ancora riservare la vita (lei lo sa perché ci è passata ventenni fa, me lo assicura, il bello deve solo venire). Quello. Di quello avevo una voglia pazzesca oggi. Di una persona così. Che mi voglia bene per il legame di sangue che ci unisce. Perché si rivede in me. Perché mi dà la speranza di una vita serena e felice come quella che lei ha fatto. In cui tutti gli errori e i dolori altro non sono stati se non quello che l’ha fatta diventare così bella, così saggia, così innamorata della sua nipote. Quanto mi manca una figura così nella mia vita.
Tutta colpa delle commedie americane, comunque. Come sempre. Giù lacrimoni anche oggi, e figuriamoci. Poi io sono quella che non piange mai. (Oddio, piango per cose più serie di solito. Mica sempre eh. Però tendenzialmente, appunto.) A me fanno piangere le commedie!!!!!!! Che brutta cosa. Queste commedie felici che non fanno altro che ricordarmi cosa mi manca nella vita. Stavolta mi sono resa conto che mi manca una nonna. Maledette commedie. Una nonna e un cane.
Poi: maledetta abitudine di leggere i libri aprendoli a caso! Ci sono libri che si leggono una sola volta nella vita, sotto gli impulsi più disparati. Soprattutto quei libri che fondamentalmente non ci appartengono, ma ci illudono solo di poterci vedere più chiaro una volta letti. Ecco, ok, leviamoci lo sfizio. Leggiamoli una volta. Poi via, sullo scaffale e a mai più rivederci. E invece no!, facciamoci del male, tiriamoli giù nei momenti MENO opportuni e apriamoli a caso. Proprio a caso. E a caso esce sempre la frase più deprimente della pagina più deprimente del capitolo più deprimente del libro di turno. Viene da chiedersi che maledetto meccanismo masochista si sia innescato nel nostro cervello da farci andare a tirar giù proprio quel libro e quale impulso di sfiga abbia fatto sì che aprissimo proprio la pagina con quella maledetta frase che ha avuto il solo scopo di farci stare non male ma peggio. Maledetta letteratura da una botta e via. In questi casi è proprio sempre meglio non tornare sui propri passi.

Ho disabilitato i commenti. Fa molto piacere riceverne, ma non potevo più gestire lo spam. Insomma, se chi legge ha qualcosa da dirmi, sa dove trovarmi. (A parte quando torno da Torino, in tal caso il vagone è il secondo dal fondo, e se è a due piani, allora sopra.)
Un po’ di pubblicità: please visitatela.

December 1st, 2006

Treno del giovedì. Porta Nuova, diciotto e quindici.
Secondo vagone, sopra. (Praticamente dove trovarmi quando sto tornando da Torino.)
Un viaggio diverso dal solito, forse il più bello da quando ho iniziato ad essere pendolare.
Dopo la prima stazione, nel mio vagone preferito, si sono spente tutte le luci.
Buio.
Solo lo sferragliare del treno, e il buio.
I miei compagni di viaggio, talmente abituati alle sorprese delle ferrovie, non hanno nemmeno accennato un lamento. Seduti ai loro posti, hanno continuato le loro vite. Non un’inflessione nelle loro voci. Come se nulla fosse successo. Siamo “solo” immersi nel buio, e non un bambino che si spaventa!
Qui ci sarebbe da ironizzare sulle ferrovie, ma ho altro in mente.

Allora. Buio. Chiudo “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” perché tanto… Tiro fuori il lettore mp3. Gli occhi si perdono fuori, nella Valsusa buia.
Quanto adoro viaggiare di notte.

Mi rivedo su quei pullman atroci che mi portavano in Polonia, la scomodità delle venticinque ore di viaggio senza soste più lunghe di dieci minuti. Però c’era il lato bello, e cioè la notte, i lampioni lungo quelle che nell’Europa dell’est si ostinano a chiamare autostrade. Nelle mie orecchie, quel pezzo della mia vita che è No Need To Argue.
E le gite con la scuola, soprattutto quelle al liceo. Soprattutto quella a Roma, più che Barcellona (-incredibile!).
E andare in Polonia coi miei, quando ero piccola ed era una gioia immensa avere tutto il sedile posteriore per me. Per tante ore. Mi incantava la notte fuori dal finestrino. La notte ai cento all’ora. E poi l’alba, l’Italia sempre più orientale, il sole nudo senza raggi che sbucava da dietro qualche montagna non mia, oltre qualche orizzonte.
Mi è sempre piaciuto viaggiare di notte.
E stasera ero lì, in un buio imposto, costretta a interrompere le mie letture e a rifugiarmi in un panorama insolitamente ripulito dai riflessi delle luci sui finestrini.

Buio. Sono sola. Sola e rifugiata in musiche che non apprezzerei mai tanto come su un treno immersa nel buio. I denti mordicchiano il labbro inferiore; è una cosa tanto sexy e tanto ridicola, a seconda dei punti di vista. E vorrei che il viaggio non finisse così presto. Perché la verità è che sto troppo bene. Sono nelle condizioni ideali per amare i viaggi in treno. I viaggi di notte. I viaggi da sola.

Buio.

Un ringraziamento particolare va alla Valsusa. Al treno che si è trovato senza luci nel momento giusto. A Electric Blue (secoli, davvero secoli, che non me la gustavo così). A The Butterfly di Badalamenti e Dolores. A quell’unico pezzo che conosco di quella band che mi ostino a chiamare Tòòòl (Right In Two). A Enter dei Within Temptation. E a No Surprises dei Radiohead.
E al mio mood.

Ok Computer

November 6th, 2006

E mi ritrovo ad avere vent’anni ad ascoltare i Radiohead su una Clio nera. Caspita quanto assomigliano ai primi Muse. Il guidatore mi puntualizza che semmai sono i Muse ad assomigliare ai Radiohead. Vero, concordo, ma per me il processo di assimilazione delle due band è avvenuto al contrario.
Ed è così che ci si ritrova a vent’anni ad ascoltare Ok Computer per la prima volta.
Ok Computer. Strategie di mercato che governano il prezzo delle penne con inchiostro gel. I petti di pollo in offerta che finiscono subito. Quante crociere nell’Egeo ti puoi fare se rinunci a comprarti la Porsche. Francesco Brigida. I videoclip da 5 euro. Ok Computer.
E mi ritrovo ad avere vent’anni a fare discorsi che non mi sarei mai tirata fuori da sola. Su una Clio nera.
Strano avere vent’anni e tirarsi fuori discorsi che fuori da quella Clio nera non farei mai. Per tenersi la mente occupata.
Mi ritrovo ad avere vent’anni a parlare di qualsiasi cosa pur di non stare in silenzio. Vent’anni e cominciano i trucchetti per farsi compagnia a tutti i costi.
E non nego quanto tutto ciò sia estremamente interessante. Peccato le melodie in minore dei Radiohead ascoltati per la prima volta a vent’anni che estraniano e ipnotizzano. Estraniazione. Ipnosi. Ok Computer.
Vent’anni compiuti. Seconda settimana.

The end of the beginning is near, but the beginning of the end is yet to come.

Forever

October 29th, 2006

I stand alone in the darkness
The winter of my life came so fast
Memories go back to my childhood
To days I still recall

Oh how happy I was then
There was no sorrow there was no pain
Walking through the green fields
Sunshine in my eyes

I’m still there everywhere
I’m the dust in the wind
I’m the star in the northern sky
I never stayed anywhere
I’m the wind in the trees
Would you wait for me forever?

Stratovarius - Forever

20 anni e un giorno

October 27th, 2006

Vent’anni. Vent’anni. Vent’anni. Vent’anni.
Non sono più una teenager. Adesso prima di dichiarare l’età ci devo pensare un attimo, perché in fondo mi ci ero abituata, alla prima decina…

Stasera non è proprio il massimo che si potrebbe sperare per il primo giorno da ventenne. Ottima serata, ma ci sono state parentesi che avrei evitato… Ironico, la caricatura di una vita adulta in un giorno.

Ma mediamente è stata una giornata interessante. Una che non si dimentica.
Vent’anni. Il cambio di decina. Robe che succedono una volta ogni dieci anni.
20 anni e un giorno. And my life goes on.